VIDEO – Allegri in conferenza: “Vogliamo riscattare il ko dell’anno scorso. Ancelotti ha vinto troppo, si fermasse un po”

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Massimiliano Allegri, allenatore della Juve, è intervenuto in conferenza stampa. Ecco le sue parole tratte da Tuttojuve:

La preparazione contro il Napoli si poteva definire fatta con il pilota automatico conoscendo il sistema di gioco di Sarri? E adesso cambia qualcosa contro Ancleotti visto anche il poco tempo a disposizione? Abbiamo poco tempo noi, ma poco tempo anche loro perché praticamente anche loro avranno un allenamento come noi. Domani sarà una bella partita, è una partita che sul piano della classifica conta molto più per loro che per noi. Siamo solamente all’inizio e bisognerà giocare bene contro una squadra che non ha cambiato giocatori ma ha preso un allenatore importante, il più vincente di tutti che ha vinto in Italia e anche all’estero e si sta già vedendo come la squadra ha preso le sembianze caratteriali dell’allenatore. Quindi sarà una bella partita, da parte nostra bisognerà farsi trovare pronti, ci dovrà essere grande entusiasmo da parte di tutti e i tifosi dovranno essere molto presenti perché poi dobbiamo anche riscattare la sconfitta dell’anno scorso. Siamo in un buon momento e cerchiamo di proseguire nel migliore dei modi.

Dybala, ipotizzando possa partire dalla panchina, in questo momento sfruttando il suo gol e il suo ritrovato entusiasmo può essere una scelta dolorosa partire con lui in panchina? Fortunatamente le scelte dolorose devo farle sempre perché devo lasciare giocatori importanti in panchina. È toccato a Dybala, a Mandzukic, Pjanic ogni tanto esce dal campo, gli esterni, Bernardeschi che in questo momento è quello più in condizione di tutti è stato fuori due partite. Oggi vedo l’allenamento e deciderò, anche perché abbiamo Douglas Costa fuori, abbiamo De Sciglio fuori, Khedira fuori, e quindi devo cercare di girarli perché poi martedì abbiamo un’altra partita importante che ci permetterebbe di allungare il cammino in Champions.

La Juve domani gioca con la vera anti Juve? La vera anti Juve… Il Napoli al momento è tre punti dietro di noi e ha già giocato delle partite importanti. Noi bisogna fare delle vittorie per arrivare in fondo. L’Inter si sta riprendendo e se vince la sua partita domani recupera punti su una delle due e in questo momento Milan e Roma sono ancora indietro. Vincere il campionato non è facile, vincere è sempre difficile soprattutto perché ne vince una, non è che vincono in dieci. E per noi quest’anno è un’altra sfida. È un’altra sfida in campionato, è un’altra sfida in Coppa Italia, è un’altra sfida in Supercoppa e poi c’è l’ennesima sfida in Champions dove bisognerà avere anche un pizzico di fortuna. Perché? Perché il calcio è strano. Basta vedere la partita di Valencia, dove nessuno si poteva immaginare che dopo dieci minuti, quindici minuti, Ronaldo venisse espulso. Quindi tu rimani in dieci, puoi anche perdere la partita. E quindi il cammino diventa in salita e ti riduci a giocare i due scontri diretti con il Manchester, il ritorno con il Valencia, in condizioni di rincorsa. Quindi la cosa migliore è tenere i piedi per terra e fare un passo alla volta e comunque viaggiare alla classica velocità da crociera che in campionato è la cosa più importante e che ti porta in fondo.

Tu e Ancelotti siete etichettati spesso come gestori e spesso c’è un’accezione non negativa ma quasi secondaria di questo termine. Cosa ne pensi? Gestore non lo so. Si sentono dire tante cose. Ognuno fa l’allenatore come meglio crede, poi bisogna cercare di vincere. Credo che Ancelotti abbia vinto molto, io molto meno. Poi i ragazzi e la società mi hanno regalato qualche trofeo. Siamo simili nel modo di affrontare le cose, per come lo conosco. Veniamo dalla stessa scuola e in tal senso faccio un grosso in bocca al lupo al presidente Berlusconi e a Galliani che domani torneranno nel calcio. Non potevano starne lontani e magari tra due anni ce li troviamo contro. Nel calcio vengono dette tante cose, però quello che conta alla fine è quello che rimane scritto per quello che vinci. E chi vince comunque qualcosa deve avere. Poi è opinabile, uno può piacere o non piacere, quello fa giocare bene, quello male, ma c’è una roba sola: arrivare in fondo e scrivere. Il resto non conta niente, a meno che ora non cambino i regolamenti non conta niente. Ancelotti ha vinto tutto, stamattina guardavo il palmarés e a un certo punto ho smesso perché ha vinto talmente tanto… Ora che si fermasse un attimino! (sorride, ndr)

Qual è il rapporto umano che la lega ad Ancelotti? Non è che ci frequentiamo, però è una persona che trasmette serenità. Il modo in cui si approccia, in cui parla, che rende le cose molto semplici e lo dimostrano tutti gli anni di carriera che ha fatto, dove è stato, dove ha fatto bene e dove ha vinto.

Come tipologia di allenatore le piace, quindi? Essendo vincente… Non sarebbe da dire che non mi piace, perché alla fine chi vince qualcosa ha. Uno magari cura più una roba, uno un’altra. Il calcio è fatto di tante sfaccettature, dopo alla fine la cosa più importante è entrare nella testa dei giocatori. Perché quando sei in una grande squadra i giocatori hanno qualità, hanno tecnica, basta metterli al loro posto, metterli insieme e cercare di fargli dare a livello emotivo il massimo. Poi dopo contano gli schemi e quelle robe lì. Ripeto, e verrò a noi, però, per vincere ci vogliono i grandi giocatori, altrimenti non vinci. E già è difficile vincere con i grandi giocatori perché ci sono altre squadre. Io faccio sempre l’esempio: quando iniziano a correre i 100 metri passare da 13 a 10 secondi fanno veloce, ma poi da 10 a 9.99 che sembra vicino, ma non è vicino, è più lontano che da 13 a 10. Perché tra arrivare secondo e arrivare primo cè una bella differenza. Perché finché lotti per le prime quattro posizioni è un conto, ma quando c’è solo una posizione da raggiungere la cosa diventa differente. Allora c’è l’aspetto psicologico, la gestione, tutte altre robe che nel calcio non contano. Da quello che sento dire… E Carlo invece è un maestro in questo. Anzi, un professore.

Che differenza sostanziale trova lei in questo Napoli? Cosa ha di diverso tenendo conto che è sempre la squadra più vicina? Domani sarà una bella partita e dovrà essere così perché si si affrontano due squadre che negli ultimi anni hanno lottato per il campionato. Poi che il Napoli stia cambiando non nei giocatori ma nella gestione delle partite è un fatto. Ha preso solo un gol e ne ha fatti sette nelle ultime partite, subisce meno tiri in porta, è ritornata a essere la squadra degli ultimi anni. Nelle ultime otto di campionato il Napoli ne ha vinte sette e ne ha perso solo una, a Genova. Ha un ruolino di marcia importante e giocatori importanti che si conoscono tra di loro. Poi che Zielinski invece di giocare dieci metri dentro gioca dieci metri fuori non cambia niente, ma le qualità sono sempre quelle, di giocatori importanti. Carlo ha avuto l’intelligenza e su questo non avevo dubbi di non distruggere quanto fatto da Sarri, che aveva fatto grandissime cose, ma ha portato più che il suo credo la sua mentalità, la sua serenità. Anche dopo che hanno perso a Genova ha fatto una conferenza stampa da grande allenatore che sa come funzionano le cose senza farsi prendere da tutte le ansie del mondo.

Dopo il Frosinone aveva detto che Mandzukic aveva bisogno di staccare soprattutto mentalmente. È bastato saltare la partita contro il Bologna per ricaricarlo, domani è pronto e sarà titolare? Domani dovremmo essere 17 che ritorna Kean e siamo pronti. De Sciglio e Khedira dovrebbero rientrare per ultimi e speriamo che Douglas Costa recuperi per martedì. Domani giocano sicuro, almeno prima dell’allenamento, Chiellini, Bonucci, Alex Sandro, Pjanic, Matuidi e chi ho detto? Ronaldo. Gli altri arrangiatevi

Parlando degli altri, per domani ma anche in futuro, vedere insieme Bernardeschi, Ronaldo, Dybala e Mandzukic è una possibilità?

Cuadrado, Cancelo e Douglas Costa? Se no diventano più di undici (ride,ndr). È possibile. Dipende dai momenti. A parte gli scherzi, in questo momento la squadra sta crescendo, sta trovando il suo equilibrio perché c’è più conoscenza tra i giocatori e poi c’è un miglioramento della condizione fisica e mentale. Domani è una partita, come tutte le altre, in cui i cambi saranno determinanti. Purtroppo dovrò fare a meno di qualche giocatore che mi avrebbe consentito una lettura diversa, ma ne abbiamo 16 quindi bastano e avanzano.

Ha preparato tante partite contro il Napoli di Sarri, è più facile o più difficile contro il Napoli di Ancelotti?

Domani per noi conta il giusto, conta la partita. Conta Juventus-Napoli, non conta la classifica. Per loro è normale che conta più la classifica. A livello mentale bisogna essere sereni, però bisogna fare una partita fisica, una partita da Juventus. Una partita tosta, perché è bella da giocare.

Mi colpisce l’assenza di Cancelo tra quelli che giocano sicuramente. C’è un’idea di difesa a tre in questo suo pensiero? Ci può aiutare a capire perché visto che sembra uno dei più in forma?

Perché per ora ho scelto questi sei. Se ne volete un altro ve lo do: Szczesny (ride, ndr). Gli altri vediamo.

Carlo Ancelotti, avendolo allenato, ha detto che più forte di Cristiano Ronaldo c’è solo Cristiano Ronaldo che non ha segnato in gol nella partita precedente. Lui contro il Bologna non ha segnato, è questo anche il suo pensiero? Ed è soddisfatto della decisione UEFA?

Per l’UEFA sono contento perché così lo avremo a Manchester perché era giusto giocasse a Manchester anche per quello che aveva  fatto. Ronaldo sta facendo bene, contro il Bolgona ha fatto una buona partita giocando per la squadra come la squadra gioca per lui. E nei passaggi, negli smarcamenti, bisogna migliorare noi nel trovarlo. Questo però fa parte della conoscenza e del gruppo. Saremo insieme da 40 giorni, se  togli i giorni della Nazionale saremo 25 giorni, 30 giorni, quindi abbiamo tutto il tempo davanti a noi per migliorare nella fase di palleggio e mercoledì la squadra ha palleggiato molto bene. È andata bene nell’occupare tutti gli spazi, ma poi bisogna migliorare come trovarlo, nella velocità con cui trovarlo.

Con questo Napoli quale zona e cosa sarà decisivo? Quando si giocano le grandi partite il dettaglio fa la differenza. L’attenzione in fase difensiva, la capacità di sfruttare le occasioni. Quest’anno abbiamo tirato di più in porta ma in percentuale segnato in meno.

Quest’estate l’ha stupita di più Ronaldo alla Juve o Ancelotti al Napoli? Nessuno dei due mi ha stupito. Il calcio italiano ha riportato Ancelotti e soprattutto Ronaldo che ha elevato l’attenzione. Il campionato italiano non è il più brutto in Europa come si dice, non so se sia il più brutto o più bello ma sicuramente è il più difficile da giocare. C’è grande strategie, è più difficile fare gol, vincere le partite è più difficile.

È contento di come Cancelo sta migliorando in fase difensiva? Sta migliorando, ma è migliorando anche nella fase offensiva nei temi di gioco, nel passaggio. Poi ha qualità straordinarie, quando è nella metà campo offensiva gioca quasi da mezz’ala. In fase difensiva è migliorato, ma deve imparare a stare 95 minuti dentro la partita. Lui ogni tanto scappa via dalla partita ma nelle grandi partite non te lo puoi permettere.

Avete la possibilità di trovarvi a più sei sulla seconda a settembre. C’è il rischio di mollare un po’ in campionato? Non bisogna pensare ai punti o a cosa succederà. Dobbiamo pensare a fare una bella partita, perché domani non si deciderà niente. Noi dobbiamo fare un tot di vittorie, al momento i ragazzi sono stati bravi, domani dovranno essere bravissimi.

In cosa è cambiato il Napoli di Ancelotti rispetto a quello di Sarri? Sicuramente il modo di stare in campo. Poi le qualità nella metà campo offensiva sono sempre le stesse. Fanno movimenti per conoscenza e lì diventano pericolosi. Poi in fase difensiva si raccolgono, sono un po’ più bassi.

Mi ha colpito che parlasse di un paio di giocatori in particolare. La presenza di Pjanic significa che possa giocare solo a tre? Dipende da tante cose. Dipende se giocheranno insieme Ronaldo, Mandzukic e Dybala, se uno dei due starà fuori. Dipende dalle caratteristiche. Se la mezz’ala destra sarà Emre Can o Bentancur si giocherà in un modo, se invece sarà Bernardeschi si giocherà in altro modo.

La Juve ha più del doppio del monte ingaggi del Napoli, per essere la sfida tra prima e seconda si può dire che è squilibrata? No, per niente. Le partite vanno giocate altrimenti il campionato non si farebbe. Real e Barça l’altro giorno hanno perso contro squadre che hanno non la metà, ma venti volte meno. Il Napoli è una realtà del calcio italiano e c’è da fare i complimenti a chi l’ha costruita. La Juventus però ha vinto sette scudetti, quattro coppa Italia, due finali di Champions. Vincere non è facile e bisogna mantenere l’attenzione alta. Io sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto in questi quattro anni, in primis la società perché se non hai una società forte fai fatica e poi i giocatori e soprattutto gli uomini. Poche società hanno questa continuità. Quello infatti è rimasto scritto, ma bisogna scrivere ancora. Bisogna correre, crederci e sono le motivazioni che fanno la differenza perché altrimenti non dai il 100%. Alla Juve c’è una grande rosa in cui tutti per giocare devono pedalare se no c’è quell’altro che ti ruba il posto. In campo sono tutti amici, in settimana tutti nemici che lottano per un posto da titolare. Anche se con le tante partite che abbiamo alla fine della stagione giocheranno tutti”.

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