Nel corso della trasmissione ‘Si Gonfia le Rete’, Salvatore Bagni, amico ed ex compagno di squadra di Diego Armando Maradona, ha ricordato il fuoriclasse argentino ai microfoni di Tele A: “L’ho vissuto per anni a casa. Noi abbiamo filmati di ore e ore con lui ed era davvero felice. In quegli anni stava bene, aveva passione, faceva cose normali, dava considerazione anche a persone ‘comuni’ quando giocavamo le partite di calcetto. Si vedeva che aveva bisogno di affetto e di stare nell’ambiente giusto, si era contornato di persone ‘credibili’. È stato per anni a casa mia, venne la prima volta con Claudia nell’86 e l’ultima nel 2008.

Nel 2005 c’è stata la sua rinascita, era felice come non lo era da anni. Con Claudia ci sentiamo settimanalmente da sempre. Diego le voleva molto bene, così come Veronica (ex compagna di Maradona, ndr) che ho conosciuto qualche tempo fa. Ma con Claudia abbiamo un rapporto molto stretto, lei ci ha avvisato della scomparsa di Diego. Nel 2005 Claudia mi chiamò, senza far sapere nulla a Diego che era orgoglioso, mi disse che stava bene ma mi chiese di chiamarlo. Lo invitai a casa mia e studiammo insieme una scuola calcio. Ebbene, non ho mai visto una persona così felice di essere con dei bambini. Lui alle otto era già in campo, non si perdeva un allenamento. Ha fatto felice quei bambini. Stava bene a Cesenatico, mi chiese addirittura di trovare casa.

Voglio che si parli anche dell’umiltà del più grande del mondo. Vi racconto un aneddoto. Andai in Argentina insieme a un amico per fare visita a Diego. Il mio amico era un po’ timido ma Diego lo coinvolse, palleggiò per mezz’ora con lui per farlo sentire a suo agio. Voleva far sentire bene tutti quelli che erano con lui. Sulle chiacchiere relative ai suoi errori dico che molti vogliono vederlo sempre come Maradona, ma bisognava trattarlo qualche volta anche come Diego.

Claudia mandava me avanti, qualche volta avevamo pensato di fargli fare un percorso a San Patrignano ma Diego non volle. La sua salvezza, a parte negli ultimi tempi, è stata la sua perenne allegria: era allegro sia quando aveva problemi che quando stava bene. È stato generoso con tutti, con chi gli era vicino ma anche chi gli era lontano. C’era gente che aveva voluto bene a Maradona ma non a Diego. Io mi esponevo con lui, fino ad avere discussioni (questo sempre fuori dal campo). Ora secondo me non ne poteva più, questa è la mia sensazione.

Il mio Napoli? Eravamo un gruppo solido, perché dicevamo tutto tra noi. Gli amici devono dirsi sempre tutto, essere sinceri, è l’unico modo per aiutare una persona. Se potevamo fare qualcosa di più per lui? Fino all’88 non mi sono accorto mai di nulla, ma quando era a casa questo argomento l’abbiamo affrontato spesso”.

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