Carlo Ancelotti, tecnico del Napoli, ha parlato ai microfoni di OttoChannel, soffermandosi principalmente sulla sua esperienza in azzurro: “Il mio rapporto con Napoli è normale, vivo la città come la posso vivere. Passo molto tempo fuori città, a Castel Volturno, e quando rientro la sera l’unica cosa che mi godo di Napoli è qualche ristorante o pizzeria, non è che esco molto molto, passo molto tempo davanti alla televisione, poi esco volentieri con gli amici ed i miei figli.

Cosa amo di più di Napoli? Mi piace molto il clima, l’ambiente, la socialità che ha la gente, la vista. Cosa non tollero? Io tollero tutto, ma questa città potrebbe essere più bella con qualche piccolo accorgimento, un po’ di senso civico in più da parte di tutti, ma questo è un po’ il problema italiano. Spesso vado in Canada, soprattutto nei periodi estivi, il rispetto delle cose lì è molto diverso da quello che c’è in Italia.

Il Carlo Ancelotti papà? Molto attento, premuroso, ho sempre cercato di dare indipendenza e lasciare liberi, non sono di certo un padre autoritario. Sono un papà molto vicino, anche se non ho avuto molto tempo per farlo.

Consigli da dare a Davide? Studiare, aggiornarsi, e fare quello che fa con passione . L’importante è fare le cose con passione, come tanti di quelli che lavorano in questo ambiente, lo facciamo tutti per passione, siamo ben pagati ma non è il motivo trainante.

Una persona a cui dico grazie? Sono tante, tantissime. Ci sono i genitori, poi i maestri, tutti quelli che sono riusciti a formare il mio carattere, darmi conoscenze con tutti gli allenatori che ho avuto, tutti ti lasciano qualcosa.

Non sono un tipo molto socievole, sono un emiliano e non un uomo del sud. Qui la gente fraternizza molto facilmente, forse anche troppo. C’è molta disponibilità ad aiutarti, poi dopo non si sa cosa ti chiedono, una foto o una maglietta spesso (ride, ndr), ma c’è molta disponibilità per l’aiuto reciproco. Succedeva nelle famiglie contadine, quando ci si aiutava l’uno con l’altro, succedeva un po’ lo stesso. Cibo? Quando uno mangia la pizza qui o la mozzarella qui, non la mangia da nessun’altra parte.

Vivrei una città come Napoli? Come no, si! Ho passato alcuni periodi di vacanza a Capri, in un attimo puoi essere nei posti più belli del mondo.

Cosa mancherà quando andrò via? Non lo so, spero di stare qui in un periodo tale da poter essere totalmente soddisfatto di quello che ho passato, e non farmi mancare niente”.

 

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