Chievo, Di Carlo in conferenza: “Serve una gara coraggiosa per rimandare la retrocessione! Sulla formazione…”

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“Andrà avanti con la linea giovani? Si, ma in questi giorni si sono allenati tutti gli effettivi a eccezione degli infortunati Jaroszynski e Schelotto. Questo gruppo ha dei bravi ragazzi e degli ottimi uomini, dei professionisti. I giocatori del Chievo hanno grande professionalità, chiaramente con i pregi e i difetti che si sono visti finora. Domani giocherà Vignato, giocherà la sua seconda partita. Dovrebbero rientrare Hetemaj e Giaccherini”. Parole e pensieri di Domenico Di Carlo, allenatore del ChievoVerona che in conferenza stampa ha presentato la sfida contro il Napoli. Domani per la squadra clivense potrà già arrivare la matematica retrocessione.

Proverete a rimandare il verdetto della matematica retrocessione. “Quest’anno è successo di tutto e siamo consapevoli che possa succedere. Bisogna mantenere la testa alta, dobbiamo fare una partita da Chievo. Le nostre ultime partite vogliamo giocarle al meglio”.

Cosa si sente di dire al pubblico che domani verrà allo stadio? “Finora il pubblico è stato straordinario. Veniamo da due sconfitte in trasferta e sappiamo che sono arrabbiati anche loro, più per come sono arrivare queste sconfitte che per il risultato. Nell’ultimo periodo non siamo stati premiati, domani il pubblico vorrà vedere un Chievo che gioca e costruisce, speriamo di vedere delle situazioni che abbiamo già provato in allenamento. Se rimaniamo corti e compatti proveremo e troveremo occasioni per far gol al Napoli”.

Un girone fa trovò la chiave per mettere in difficoltà il Napoli (finì 0-0, ndr). “La squadra ha sempre giocato e lottato. Gli episodi che ci sono andati contro spero che serviranno il prossimo anno perché dalla Fiorentina sono successe troppe cose. E’ anche colpa nostra, certo, anzi principalmente colpa nostra. Ma dalla partita d’andata contro il Napoli siamo stati sempre propositivi”.

Cosa deve migliorare Vignato? Deve fare almeno 3-4 partite per prendere il ritmo della Serie A. Deve giocare con la testa libera e sereno. Queste partite serviranno anche a lui per capire in cosa consiste la Serie A”. Come ti senti? “Personalmente sono molto arrabbiato. Ma allo stesso tempo vado avanti a testa alta perché abbiamo lavorato tanto, anche se non siamo riusciti a raccogliere per come abbiamo lavorato. Mi dispiace per la squadra, per i tifosi e per la nostra società. Questi punti non sono quelli che il Chievo si merita”.

Il Chievo ha fatto 17 campionati degli ultimi 18 in Serie A. Che riflessione fai su questo lungo periodo? “Le riflessioni cerchiamo di farle a retrocessione matematica. Poi le riflessioni non devo farle io, a me spettano quelle del campo. Io sono arrivato qui con una squadra che è stata anche modificata e cambiata. Però tutto serve per cambiare e ripartire. Qui nessuno si tira indietro, tutti cercheremo di fare il meglio possibile. Le analisi si faranno a fine stagione, oggi il Chievo ha nel dna 17 campionati di Serie A, l’esperienza, un grande presidente e tifosi che hanno mostrato attaccamento e che dovranno esser portati verso la positività”.

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